Sono queste le quattro linee guida attraverso cui si è snodato il percorso dei visitatori allo stand Festo della Fiera di Hannover. E sono queste le caratteristiche distintive che accomunano tutte le soluzioni offerte da un Gruppo leader mondiale nel settore della tecnica dell’automazione e nella formazione e aggiornamento in campo industriale.

Giampiero Bighiani, General Manager di Festo S.p.A.

SOLUZIONI VERTICALI
“Siamo un’azienda industry-segment, cioè forniamo soluzioni specifiche per i vari segmenti industriali”, spiega Giorgio Crepaldi, Marketing Manager di Festo S.p.A. “Anche il marketing è specializzato per settore: per noi la verticalità è una scelta strategica  molto chiara”.
Moltissime le novità presentate ad Hannover: attuatori, pinze, valvole e unità di valvole, soluzioni per la preparazione dell’aria compressa e tecnica del vuoto, sensori, tecnica di comando. “I prodotti più rappresentati tra le novità esposte sono gli assi elettromeccanici: gli attuali trend di mercato ci spingono a puntare di più sull’automazione elettromeccanica”, continua Crepaldi.
Ma quali sono i settori industriali in cui le soluzioni Festo sono più richieste? “In Italia, packaging e food&beverage, ma in Germania puntiamo soprattutto sull’automotive. Indipendentemente dall’ambito di applicazione, negli ultimi anni stiamo cercando di non essere più solo fornitori di componentistica ma di dare soluzioni ad hoc ai clienti in base alle loro esigenze, studiando e sviluppando insieme a loro la tecnologia più adeguata”.

 

Circa 100 novità di prodotto presentate ogni anno, ingenti investimenti in R&D (7% del fatturato), 2.900 brevetti depositati in tutto il mondo, 16.200 collaboratori: la forza di Festo, 59 filiali nel mondo, è testimoniata dalla grande capacità di utilizzare un’ampia varietà di tecnologie per realizzare progetti finalizzati a un’economia sostenibile.

IN UN BATTER D’ALI
“La libellula che vola sopra le nostre teste è BionicOpter, un drone controllabile da smartphone, un robot gigante con un movimento alare ripreso dagli insetti a cui si ispira”, spiega Crepaldi. “Non ha eliche, ma quattro ali in fibra di carbonio che, proprio come nell’insetto, si muovono in modo indipendente grazie all’aiuto di otto sofisticati motori. I vantaggi rispetto ai quadricotteri sono parecchi, visto che BionicOpter può planare anche a motori spenti, rimanere fermo a mezz’aria e padroneggiare più condizioni di volo di un aereo, un elicottero e un aliante messi insieme”. Un altro passo avanti rispetto ai droni tradizionali è nella capacità di variare la frequenza del battito delle ali, la sua ampiezza, la rotazione e il movimento della coda e della testa a seconda delle informazioni ricevute dai tre sensori che calcolano l’inerzia, l’accelerazione e la posizione del robot. Il tutto viene gestito dall’unità centrale, un microcontroller AMR che risiede nel busto dell’insetto mentre a noi non resta che controllarlo tramite una semplice applicazione per smartphone.
“BionicOpter non è solo un bellissimo giocattolo da ammirare, ma ha sopratutto un intento scientifico. Da una parte c’è l’applicazione di principi importati direttamente da quel grandioso ingegnere che è Madre Natura, dall’altra la dimostrazione dei progressi tecnologici ottenuti finora nel campo della comunicazione senza fili, dello scambio continuo di informazioni e della combinazione dei valori ricevuti da diversi sensori. L’idea di base è che la natura mostra la via per perseguire processi energeticamente efficienti nella produzione additiva e meccatronica. Imparare dalla natura è uno dei principi della nostra filosofia”.